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338. Progetti futuri
Mentre tornavo a casa dal lavoro nella poca luce del tardo pomeriggio autunnale mi sono chiesta perché a Bologna le strade sono illuminate e i marciapiedi no. Ho camminato sulla carreggiata per evitare il buio sotto agli alberi. Muovendomi, i miei capelli ondeggiavano al ritmo del mio passo. Mi è sembrato di vedere qualcosa saltare Continue reading
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337. Certa gente
Certa gente non capisce quanto male ti fa con il suo volerti bene. Continue reading
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336. I lunedì sera 5/5
Mi ridestai, tornai a Ture, che stava spegnendo la sigaretta e faceva per alzarsi. Pensai che fosse il momento giusto per chiedergli di quel soprannome, Jeff, di cui ancora non riuscivo a ricordare l’origine. Aprii la bocca ma la mia domanda fu interrotta da un’ovazione proveniente dall’ingresso: Nina era tra noi, e portava in braccio Continue reading
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335. I lunedì sera 4/5
Anche io mi sedetti al tavolo con loro. Pinuccio aveva avviato una conversazione-monologo indirizzata solo a Ture. L’argomento era l’ultimo film di John Wick, che sembrava essere la cosa migliore che Pinuccio avesse mai visto. Ture aveva tirato fuori una scatolina e si era subito messo a preparare uno spinello. Finito il lavoro, lo consegnò Continue reading
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334. I lunedì sera 3/5
Mentre mangiavo ne approfittai per guardarmi intorno. Beppe aveva attaccato ai muri tutti i poster, le cartoline, le foto e i manifesti che avevamo in associazione, ma in uno spazio molto più stretto, così che le immagini del nostro passato sembravano volerci sopraffare. C’erano anche delle piccole opere cucite da me di cui non avevo Continue reading
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333. I lunedì sera 2/5
Voci e risate arrivarono dalle scale e il mio cuore fece “tic”. Subito guardai verso l’ingresso trattenendo l’aria, la rilasciai quando vidi Giampaolo detto Jeff. Lo seguiva Ture il pragmatico. Un altro “tic”. Non ricordavo perché chiamavamo Giampaolo “Jeff”. Quando mi vide allargò le braccia, i soliti occhi semichiusi e lo stesso sorriso caldo che Continue reading
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332. I lunedì sera 1/5
Quando avevamo vent’anni passavamo i lunedì sera in associazione. Si iniziava con una riunione e si finiva sempre sbronzi e con la tosse. Poi ognuno prese la sua strada e l’associazione morì di abbandono. La sede fu svuotata e tutte le attrezzature, il bancone, il biliardino, le freccette, il biliardo e il tavolo da ping Continue reading
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330. Avviso importante!
Attenzione. Preparatevi. Siate tutti pronti. Stanno arrivando e hanno intenzione di invadere ancora le nostre città. Tra poco saranno dappertutto, nelle stazioni, sugli autobus, nelle tv locali, sui cartelloni per strada e i siti che visitiamo ogni giorno. Sono gli slogan pubblicitari che giocano, ridicolizzandosi, con la parola Estate. E…statezitti per favore! Continue reading
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329. All’occidentale
Arrivo alle stazione alle 7.20, sono sveglia da poco più di un’ora e già il rumore del martello pneumatico per i lavori alle nuove scale mobili mi ammazza la voce di Tiziano Ferro che canta nei miei auricolari. Questa cosa mi turba. Dovremmo passare la prima mezz’ora della nostra giornata tra gli alberi, ascoltando solo Continue reading
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328. Qualcuno ascolta i Queen
È un pomeriggio di fine maggio, il tepore era prevedibile ma non scontato. In questi anni la Sicilia ha vissuto passaggi di stagione instabili e burrascosi, ma questa primavera sembra di essere tornati ai tempi migliori, fatti di seratine fresche e giornate calde ma non ancora afose. Il cielo è di un azzurro sconvolgente, le Continue reading
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327. Turista
Voglio essere così, turista sempre nella mia vita, provare i prodotti tipici dei posti in cui mi trovo, assaggiare tutto, dalle persone al cibo. Continue reading
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326. Persone-cane
Lungo la strada che mi porta al lavoro c’è questo cane. Bivacca a tutte le ore a bordo strada, nel mezzo di una curva, ogni tanto si porta un amico più grosso. Quando passo con la macchina mi abbaia, oppure si piazza in mezzo alla carreggiata, cerca di mordere le ruote. Lo vedo da lontano, Continue reading
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325. Una donna risolta
Non mi preoccupa quello che pensano gli altri, non in maniera preoccupante almeno. Continue reading
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324. Italian American
The sauce is poppin’ Granny is yellin’ “Delinquenti!” Meatballs are hidin’ in my belly. Continue reading
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323. Maestro Zoticon 11
– Maestro Zoticon, non c’è niente nella mia vita! – C’è quella. – Cosa? – Quella lì che hai detto. – Cioè? – La vita! – Ma Maestro… – No no, il tuo turno è finito. Continue reading
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322. Maestro Zoticon 10
– Maestro, ho un inesauribile bisogno di attenzioni, mi dica qualcosa! – Come ti sentiresti se questo tuo bisogno non esistesse più? Riesci a vederlo? – Davvero Maestro! Sì! – Pronto? – Sì, sono pronto, Maestro! – Mi senti? Pronto? Sì, sì, come se non esistesse più. Scusa ma c’è del rumore qui. – Ma Continue reading
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321. Maestro Zoticon 9
– Maestro Zoticon, mi piace una. Che posso fare, mi procuro il suo numero? – Che numero, di scarpe? – Ma no, Maestro, di telefono. – E che cose le vuoi dire se nemmeno la conosci? – Ma Maestro, io ho timore di presentarmi così, direttamente. Vorrei fare con calma. – L’azione deve essere misurata Continue reading
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320. Maestro Zoticon 8
– Maestro, non riesco a trovare la mia identità. Faccio tanta introspezione ma sento un vuoto costante – Come sei distribuita? – In che senso, Maestro? – Che cosa hai intorno? – Eh? – Uffa! Se tu fossi una parola in una frase, cosa saresti? Un articolo? Un pronome? Un avverbio? – Come faccio a Continue reading
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319. Maestro Zoticon 7
– Maestro Zoticon, devo lavorare ancora tanto per raggiungere l’obiettivo ma non ce la faccio più. – Fermati. – Non posso, ho troppo da fare. – Fermati e riposa. – Non me lo posso permettere, Maestro! – Adesso mi hai scocciato. Vai via, sono stanco. Continue reading
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318. La mia stanza
Quanto ho sofferto in questa stanza senza accorgermi dei solchi che la solitudine scavava nella mia anima! Mi sembra che i solchi, innaffiati dalle mie lacrime, stiano ora diventando casa per nuovi germogli. Così la vita sta prepotentemente soppiantando la morte, a poco a poco ma con estrema decisione. Il terreno, nonostante l’aridità a cui Continue reading
About Me
Siciliana, scrittrice e creatrice di storie. Nella sua vita è stata (in ordine sparso): copywriter, social media manager, project manager, collaboratrice scolastica, fotografa, artigiana, brand manager, web editor, content creator, insegnante. Attualmente collabora con Shining Bees, dove si occupa di raccontare storie e fornire idee.
Sogna un mondo in cui le persone amino i lunedì, settembre e le verdure al vapore. Gattara, ama leggere, fare l’uncinetto e camminare. Odia le etichette, i posti affollati e scrivere biografie. Citazione preferita: “Delle proprie opere non bisognerebbe dir nulla. Lasciar parlare esse, e basta.” Italo Calvino, presentazione per I racconti.