23. L’unico

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La nostalgia appartiene a chi ha amato.

Per cui mi manchi

nonostante tutto.

Mi mancano le litigate davanti al tg

e anche la sensazione che tu non ti arrabbiassi più perché mi consideravi persa.

Quanto hai sbagliato con me, ma quanto quanto quanto?

Eppure sono qui a reclamarti adesso.

Quando ci rincontreremo

tra mille anni

chissà se mi riconoscerai.

Forse saremo amanti,

chissà se ti riconoscerò.

Come farò

a non ripeterti nei miei gesti,

le mie abitudini corrosive.

Erano errori

quei tuoi dolori.

Sbagliavi tu e io chiedevo scusa.

Mi dispiace,

te lo vorrei dire ancora ma la rabbia mi strozza.

Mi hai lasciata

senza lasciarmi niente

altro che quello che odiavo di te

in me.

Come si affrontano le giornate di sole senza sapere chi sei?

Meglio l’ombra,

dove i contorni sfumano e noi siamo tutto

e niente.

Avrei voluto non conoscerti mai e rincorrerti tutta la vita.

Perché ora non riesco più a immaginarti diverso.

Il primo e unico,

il male primordiale,

il solo bene.