storie brevi online
-
275. Gli amanti passeggeri
Questi due davanti a me: sicuramente sono amanti. A Castelfranco, lei è salita da una lato del vagone, lui dall’altra. Si è seduta di fronte a me, occhiali da sole scuri. Lui è arrivato qualche secondo dopo e ha occupato il posto accanto. Si sono salutati freddamente. Poi hanno sorriso l’uno all’altra. Si sono sfiorati Continue reading
-
274. Malumore all’alba
Il cielo è rosa dietro le case rosse, come in una scenografia riuscita male, per la farsa che è la nostra vita. Continue reading
-
273. Cosi ca si
Si a ‘ntrabbunuta, ca quannu guidu mi cunfunni: luci longhi o luci cutti? Comu è gh’è, tu mi futti. Si a capunata. Quantu mi piaci! Fritta o nfurnata, sempri ma calassi. Accussí o accuddí, tu mi scassi. Si bedda e pericolosa comu na curva, comu na rosa. Rimmilla cocca cosa, u cori miu non avi Continue reading
-
272. Prima che il treno riparta
La linea del suo viso era bella come una costellazione. Continue reading
-
271. Il primo amore geografico
È di lei che parlo a tutti, perché vorrei che la vedessero e la amassero come io la amo, non sono gelosa. Ha milioni di difetti e li conosco tutti. Ma cos’è poi l’amore se non la gioia di sprofondare in un abbraccio spinoso e materno e chiudere gli occhi sussurrando il suo nome: Catania Continue reading
-
270. Bella e ci vivrei
Cascate in centro storico, palazzi che vogliono mangiarti, profumi che ricorderai. E poi lei, Via del Campo, strade strette e strette al cuore, gabbiani che ragliano e cielo azzurro. Il porto dall’alto apre gli occhi e i polmoni all’ambizione. Ti viene voglia di diventare qualcuno, con l’aiuto del mare. L’altro è ricchezza, l’accoglienza è normalità. Continue reading
-
269. La mia città
Che meraviglia! Che nostalgia! Ah, città mia che mia più non sei e non ti vorrei. Ti ricordo con amore sconfinato, anche se ho sconfinato altrove, nell’altra Italia, quella che “talìa”. È tutto un giro la vita di viti e di vuoti e tu mantieniti forte, stringiti a coorte, così potremo stringerci ancora, alla bisogna. Continue reading
-
268. Sentenza
Ognuno è pazzo proporzionalmente al livello dei suoi traumi e delle sue frustrazioni. Continue reading
-
267. Anche questo è patriarcato (Bollino rosso +18)
Anni fa c’era questo tizio che frequentavo. Abitava in un’altra provincia ma quando avevamo voglia bastava una telefonata: dlin-dlon, in un’ora era davanti al mio portone. Io ci scopavo così, con leggerezza, e pure lui all’inizio. Poi si innamorò. Un giorno mi chiese di fare sesso anale. Io non lo avevo mai fatto e lui Continue reading
-
265. Una donna
Una donna che ha tentato il suicidio viene salvata e fa un percorso di guarigione che dura degli anni. Ha difficoltà a vivere nel presente, a smettere di rimuginare e di proiettarsi in un futuro che non esiste, creato solo dalla sua ansia. È in cerca del suo posto nel mondo ma non riesce a Continue reading
-
264. A volte
A volte la mia vita non mi piace perché faccio tante cose in cui mi metto alla prova. E ho paura. Ma preferisco farle male piuttosto che rinunciare. Continue reading
-
263. Domani
Le lacrime spariranno, appariranno mille chimere. Continue reading
-
262. A notti
U sapia ca stu pinseri nun l’avia fari, inveci c’agghia carutu cu tutta la testa e lu cori. Pinseri ri ri fari l’amuri, ri tia o me cantu addumisciutu dopu ca senza vincituri la lotta di li corpi a finutu. La manu lu pettu mi tocca , nun pari na cosa sporca. La ucca nto Continue reading
-
261. Aspittari
L’amuri è na cursa, ma pi vinciri ta firmari a spittari. Funziona sulu ‘npari. Continue reading
-
260. Pasqua
“Scatta scatta! E facemula sta bedda fotografia! Lu viditi ca su misi in posa!” C’è lu sinnucu ca teni in manu na rosa, lu banchieri ca di cuntari mai s’arriposa, l’avvocata cu lu nasu iautu ‘i munta ca ci parra nta uriccia o prisirenti ra giunta. Arriva all’ultimu mumentu l’assessuri, Patri Don lu saluta cu Continue reading
-
259. La perfezione
La perfezione non esiste e meno male, così fummo destinati a cercare fino a trovarci. E continueremo ancora, ossessionati, addormentati l’uno accanto all’altra, quello che per fortuna non c’è. Come un bambino e i suoi “perché?”, come la sigaretta dopo mangiato, come un acquazzone quando hai bucato: perfetto. Come un oratore che incita la folla Continue reading
-
258. Gesù lo sapeva
Il venerdì è sempre santo, perché inizia il weekend. Continue reading
-
257. Tannu murirai (Morirai in quel momento)
Quannu ti resi lu me cori, (Quando venni a donarti il mio cuore,) russu, forti e chinu d’amuri, (rosso, forte e pieno d’amore,) ti lu misi ‘nta li manu (lo misi nella tua mano) appuiannulu pianu pianu. (appoggiandolo piano piano) Eri cuntentu, picchì pi ‘mpocu (Eri felice, perché per un poco) aviatu truvatu n’autru iocu. Continue reading
-
256. Fiabe per bimbi grandi: Babbaneve
C’era una volta, in un regno fatato del siracusano, un re di un castello tanto grande e tanto bello. Questo re aveva il vizio di tutti i re di restare vedovo con una figlioletta a carico e di risposarsi subito dopo con una donna malvagia. Il suddetto regnante aveva infatti ripreso moglie. Si era unito Continue reading
-
255. L’altra metà del torto
I giorni passeranno e tu li ricorderai, la distanza sarà il velo con cui coprirai le tue colpe. Quanto era giusto? Quanto eri decisa! Solo adesso ti accorgi che è finita? Non ti resta che augurargli “Buona vita”. Dovesti vedere il sangue del dolore che avevi provocato. Riconosci che il tuo agire fu poco meditato? Continue reading
About Me
Siciliana, scrittrice e creatrice di storie. Nella sua vita è stata (in ordine sparso): copywriter, social media manager, project manager, collaboratrice scolastica, fotografa, artigiana, brand manager, web editor, content creator, insegnante. Attualmente collabora con Shining Bees, dove si occupa di raccontare storie e fornire idee.
Sogna un mondo in cui le persone amino i lunedì, settembre e le verdure al vapore. Gattara, ama leggere, fare l’uncinetto e camminare. Odia le etichette, i posti affollati e scrivere biografie. Citazione preferita: “Delle proprie opere non bisognerebbe dir nulla. Lasciar parlare esse, e basta.” Italo Calvino, presentazione per I racconti.