Microracconti per un anno
Un microracconto, di lunghezza variabile, per ogni giorno.
Brevi storie sull’amore, il dolore, l’attesa, la speranza, la fine.
Quanto di ciò che è scritto è vero? Quanto è fiction? Non lo ricordo più.
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244. Cercalo su Google e rileggi
– Dici? – Dico. – Mah! – Bah. – Eh beh però… – Eh sì. – E così… – Davvero. – …solo due? – Solo due. – Ma allora… – Già. – Caspita. – Eh, capita. – E come? – Come che? – Come fai a… – Normale. – Scusa. – Perché? – Beh, io Continue reading
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243. Miriam
La incontrai una sera a cena a casa di amici. L’avevo notata subito, nel senso che avevo buttato l’occhio nella sua scollatura e non ero rimasto deluso. La ascoltavo con poca attenzione finché udii: La sera mi masturbo sempre prima di addormentarmi. Era calato il silenzio. Sì, stava aggiungendo, lo faccio e lo consiglio, mi Continue reading
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242. Il rifiuto del rifiuto
Dice il dottor gastroenterologo che c’è stata una modifica anatomica nel mio apparato digerente. Eccolo qui: il prezzo da pagare per aver assistito a quegli spettacoli. Dice che non è una cosa grave, ma la bocca del mio stomaco resterà aperta, come stupefatta, incredula, scioccata. Per sempre. Lui bla bla blatera di pillole e sintomi, Continue reading
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241. Chili persi e cardigan
Ho il reflusso gastroesofageo. Ce l’ho da questa estate, guarda caso, ma è iniziato tutto prima, circa un anno fa, credo, non ricordo di preciso. Mi arriva un messaggio da un’amica, dice che è morto il papà di Pippi. Oddio, che dolore! Pippi non la sento da un po’ ma la amo, devo contattarla. Eh Continue reading
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240. Il figlio maschio
C’è una foto in cui papà tiene in braccio mia sorella, era la festa del suo primo compleanno. Come sorrideva lui! La teneva alta sopra la testa, ma era lui a volare. Lì ho capito la sua gioia nell’avere una figlia femmina. Quando è successo, poi, che la gioia è diventata terrore? Forse quando sono Continue reading
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239. Calliginefobia (Parte 2)
Tic tac, tic tac, tic tac, il suo andare segnava l’andare del tempo. Il vento esisteva solo per passarle tra i capelli. Mai stelle più luminose erano apparse nei cieli se non i suoi occhi, lunghe le gambe, sembravano autostrade per la felicità, e la bocca, ah la bocca! Si apriva e si chiudeva per Continue reading
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238. Calliginefobia (Parte 1)
Solo di due cose si scantava Alberto. Una era il secchio che lo zio Totò portava a spasso ogni giorno nel cestino della bicicletta, nell’ora del dopopranzo. Lo sentiva arrivare prima di vederlo spuntare, annunciato dalla melodia di scriocchiolii e cigolii che ne accompagnavano la pedalata. Gli aveva detto, il vecchio Totò, che dentro al Continue reading
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237. Li fimmini, cos’inutili
Ci su cosi ca nun sebbunu. Nun li ciccamu, nun li vulemu quannu ni rununu. Li fimmini su raccussì. Ricunu cosi ca nun c’entrunu, fanu cunti ca nun arrisuttunu Ma c’anu sempri ragiuni. Ci su scruscia nti la notti ca nun lassunu durmiri sona la città e sona la campagna mentri si vagna cu l’acqua Continue reading
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236. Questo vento
Questo vento forte sembra voglia distruggere e portarsi via ogni cosa, e invece fa solo un gran rumore quando sbatte, sposta le cose, cambia la loro collocazione ma non la loro essenza. Mette in pausa la vita di tutti i giorni, chiudiamo le porte per non esserne investiti, aspettiamo il sole e il calore. Continue reading
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235 Appunto!
– Ma perché si comporta così? – Lascialo stare, è un deprivato. – Un depravato vuoi dire? – No, no, un deprivato di sonno. Si alza molto presto la mattina per andare al lavoro e poi per tutta la giornata non ci si può parlare, crea problemi, perde la pazienza in un batter d’occhio. – Continue reading
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234. La scuola pubblica II
Appigli per farla franca, questo cercano. Nella vita e per tutta la giornata, ogni giorno. Il reddito è un appiglio politico per farla franca dall’obbligo di lavorare per mantenersi che vige nella nostra società capitalistica. La battuta contro un amico non presente, cattiva, piena di perfidia e paura, l’appiglio per farla franca e non essere Continue reading
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233. Un vecchio amore
È diventato un anarchico. Si è estremizzato talmente da finire oltre il conosciuto. Decisamente uno sviluppo comprensibile. Non ha un amore che lo tenga al sicuro dalle derive. Continue reading
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232. Effetto Ghali
La differenza sta tutta in un solo momento: quando vedi uno diverso da te, a cosa pensi? A cosa può rappresentare lui nella tua storia o tu per la sua? Continue reading
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231. Io lo sapevo
Mentre sono lì che me la cammino verso casa pensando a quanto sono figa con questo vestito e con queste scarpe, mi si avvicina uno in motorino e mi parla. Io sono sicura che mi voglia importunare e lo ignoro, poi capisco che mi sta chiedendo un’indicazione. Un negozio di tappeti. Mi sento stupida e Continue reading
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230. Quando uno trova l’amore
Quando uno trova l’amore, in realtà lo trova dentro di sé. L’altro è solo una contingenza. Continue reading
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229. La scuola pubblica I
Primo giorno in una nuova scuola. Sono assegnata al piano terra e quindi mi armo di scopa e paletta e inizio a spazzare il piano asfaltato davanti all’ingresso, un bello spiazzale con quattro-cinque alberi grandi e ombrosi. Ho già chiacchierato con qualche collega e tutte mi hanno assicurato che la cosa a cui la preside Continue reading
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228. Un ricordo 2
Quando io e mia sorella eravamo piccole, la sera si usava andare al Club dell’amicizia, una passeggiata di pochi minuti a piedi. Passando davanti al cancello del vicino entravamo nel cono di luce della sua lampada da esterno. Io e mia sorella aspettavamo quel momento per vedere di che colore sarebbe diventata la maglietta di Continue reading
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227. Criptica
Non riesco a piangere. Non riesco a piangere perché penso a lei, prima che a me, come sempre tra di noi. E lei non soffre più, quindi di che mi preoccupo? Non devo fare niente, non devo dirle niente, non devo estorcerle l’amore nella mia lingua. Un giorno inizierò a pensare a me. Un giorno Continue reading
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226. Sogno numero tre
Sono adulta dentro la mia scuola elementare. Sto facendo una videochiamata con l’assistente della donna con cui devo parlare. Lei prende tempo, a un certo punto penso che stia fingendo e che non c’è nessun’altra da passarmi. Allora anche io inizio a fingere di essere l’assistente di me stessa. Finché mi viene un dubbio: non Continue reading
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225. Il mondo che abbiamo creato
Non mi piace questo mondo in cui devi dire “Mi dispiace, non posso” invece di “Non voglio farlo per te.” “Non so niente” invece di “Vergognatevi per quello che avete fatto.” È questo il nostro destino: perpetrare le ingiustizie che ci sono state inflitte. Criticare facendo lo stesso, vedere certi errori solo negli altri, giudicare Continue reading
About Me
Siciliana, scrittrice e creatrice di storie. Nella sua vita è stata (in ordine sparso): copywriter, social media manager, project manager, collaboratrice scolastica, fotografa, artigiana, brand manager, web editor, content creator, insegnante. Attualmente collabora con Shining Bees, dove si occupa di raccontare storie e fornire idee.
Sogna un mondo in cui le persone amino i lunedì, settembre e le verdure al vapore. Gattara, ama leggere, fare l’uncinetto e camminare. Odia le etichette, i posti affollati e scrivere biografie. Citazione preferita: “Delle proprie opere non bisognerebbe dir nulla. Lasciar parlare esse, e basta.” Italo Calvino, presentazione per I racconti.