Microracconti per un anno
Un microracconto, di lunghezza variabile, per ogni giorno.
Brevi storie sull’amore, il dolore, l’attesa, la speranza, la fine.
Quanto di ciò che è scritto è vero? Quanto è fiction? Non lo ricordo più.
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224. Saggezza
Volevo essere saggia prima di aver assaggiato il tempo. C’è dell’altro ancora da imparare, evidentemente. Il destino mi illude che sarà più semplice per poi non cambiare niente. Gli alti e bassi del mio umore dipendono da ciò che penso e che so, che accade solo nella mia mente. Il più delle volte ho timore Continue reading
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223. Acquerelli
Ho scoperto le sfumature. Ho sempre bisogno di definizione, capire dove inizia una gradazione e l’altra smette di esserci. Devo sapere, avere una piena consapevolezza di tutti gli elementi in gioco. Eppure, mi piace quando il colore esce dai contorni e si fa trovare in macchie fuori posto nel disegno generale, rendendo il tutto più Continue reading
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222. Disegnare
Gli anziani sono molto difficili da disegnare, le rughe e le pieghe del viso sono appena visibili ma fondamentali. Continue reading
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221. Fantasmi
Anche se sono andata a dormire felice perché ho fatto l’amore, la vecchia me di notte si desta nella mia testa. Cosa vuoi dirmi? Di non dimenticare la sofferenza degli anni passati? Io voglio perdonare, non passare al tuo lato oscuro, ma tu ci sei. Non voglio ignorarti. Ti vedo. Ti chiedo solo di parlare Continue reading
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220. Scrivere
Ho questo ricordo della primissima adolescenza: un intero pomeriggio d’estate passato a scrivere capitoli su capitoli del mio primo, dolce, infantile romanzo. Ricordo ancora come mi sentivo: inebriata, soddisfatta, euforica, il mondo ai miei piedi e il futuro nelle mani, credo che la parola che cerco sia “potente”. Continue reading
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219. Calma
Perché devo essere sempre io a trattenermi, a non esprimere il mio disaccordo? Perché sono io tra i due che ho scelto la calma. Non si tratta di subire gli altri ma di respirare, di capire che non si gioca sempre tutto in un momento, e anche se fosse, la calma sarebbe comunque la scelta Continue reading
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218. Expecto patronus
Ho visualizzato il mio Patronus. È un pesce, un grosso pesce gatto senza baffi che sa respirare quando manca l’aria. Il pesce rappresenta un’accettazione del legame indissolubile con la mia infanzia, il consenso a costruire partendo da radici che affondano nel mare, in quella che sono stata in passato attraversando gli anni verso il futuro. Continue reading
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217. Controllo
Non puoi controllare le azioni degli altri, solo osservarle. Ma puoi riporre una certa fiducia nelle tue reazioni. Sai bene che questo necessita di un gran dispendio di energie, e se ne hai poche commetterai degli errori di valutazione e andrà bene così. Non vuoi e non puoi vivere nella paura. Tutto questo fastidio che Continue reading
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216. Valori
Quali sono i miei valori? Che vuol dire valore? Qualcosa attraverso cui passano tutte le nostre decisioni, gli schemi in base ai quali cerchiamo di plasmare la nostra personalità, i criteri con cui giudichiamo gli altri. Allora per me l’ansia è un valore. La paura lo è, e anche il terrore di non essere all’altezza. Continue reading
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215. Certi posti
Si attraversano nel tempo, certi posti, non nello spazio. Loro restano, sei tu che cambi. Continue reading
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214. Silenzio
Davanti a un silenzio ci si mette a nudo o ci si copre di parole. Voglio essere quel silenzio. Continue reading
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212. Similitudine
Quando fai un colloquio dopo settimane di ricerca lavoro, ti senti come quando conosci un tipo interessante dopo anni di storie sbagliate. Quasi gli altri annunci non ti interessano più, anzi non li vedi nemmeno. Dopo due settimane non hai ricevuto alcuna chiamata e capisci che forse non era un uomo così speciale, quel lavoro Continue reading
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211. Studio di un personaggio
Nome: Oara Caratteristiche: ha una mente matematica che usa per individuare una lista di soluzioni possibili a ogni problema. Applica questo schema anche ai sentimenti e li addomestica all’occorrenza. Prendere decisioni è quello che le riesce meglio. È equa nelle valutazioni. All’apparenza risulta cinica. Evita l’empatia per non essere rallentata dalle emozioni degli altri. Non Continue reading
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210.Turbamento dell’omuncolo
Come si permette, questa strega, di farmi sentire sbagliato? Quella, papà, è una tua specialità. E invece lei si gira dall’altra parte quando le parlo, non si lascia provocare, così non posso sferrare la mia offensiva. Avevo individuato un paio di argomenti che la facevano impazzire, ah che soddisfazione vederla sbiancare e diventare subito rossa Continue reading
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209. Pensieri dell’omuncolo
Quella vuole dire a me, A ME, come vivere la mia vita. A me. Che so tutto. Continue reading
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208. E lo sai!
È parecchio diffusa, tra uomini e donne, la tendenza a pensare che non ti devi lamentare se indossi la minigonna o una maglia scollata e vieni molestata. Domani andiamo tutte a tirare i peli a quelli che hanno la barba. Carino, non ti lamentare. Nessuno ci crede che lo fai per te stesso, non è Continue reading
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207. Colpire
Nessuno si merita di fare del male agli altri. Chi sceglie di farlo, ha solo paura. Continue reading
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206. Un bullo adulto
Un bullo adulto è più facile da colpire, in qualche modo è un bersaglio mobile che urla “AMATEMI!”. La cosa migliore da fare, se non puoi fare del bene, è non nuocere ulteriormente. Continue reading
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205. Ovvietà V
Se corri da solo arrivi sempre primo. Continue reading
About Me
Siciliana, scrittrice e creatrice di storie. Nella sua vita è stata (in ordine sparso): copywriter, social media manager, project manager, collaboratrice scolastica, fotografa, artigiana, brand manager, web editor, content creator, insegnante. Attualmente collabora con Shining Bees, dove si occupa di raccontare storie e fornire idee.
Sogna un mondo in cui le persone amino i lunedì, settembre e le verdure al vapore. Gattara, ama leggere, fare l’uncinetto e camminare. Odia le etichette, i posti affollati e scrivere biografie. Citazione preferita: “Delle proprie opere non bisognerebbe dir nulla. Lasciar parlare esse, e basta.” Italo Calvino, presentazione per I racconti.