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268. Sentenza
Ognuno è pazzo proporzionalmente al livello dei suoi traumi e delle sue frustrazioni. Continue reading
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267. Anche questo è patriarcato (Bollino rosso +18)
Anni fa c’era questo tizio che frequentavo. Abitava in un’altra provincia ma quando avevamo voglia bastava una telefonata: dlin-dlon, in un’ora era davanti al mio portone. Io ci scopavo così, con leggerezza, e pure lui all’inizio. Poi si innamorò. Un giorno mi chiese di fare sesso anale. Io non lo avevo mai fatto e lui Continue reading
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265. Una donna
Una donna che ha tentato il suicidio viene salvata e fa un percorso di guarigione che dura degli anni. Ha difficoltà a vivere nel presente, a smettere di rimuginare e di proiettarsi in un futuro che non esiste, creato solo dalla sua ansia. È in cerca del suo posto nel mondo ma non riesce a Continue reading
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264. A volte
A volte la mia vita non mi piace perché faccio tante cose in cui mi metto alla prova. E ho paura. Ma preferisco farle male piuttosto che rinunciare. Continue reading
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263. Domani
Le lacrime spariranno, appariranno mille chimere. Continue reading
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262. A notti
U sapia ca stu pinseri nun l’avia fari, inveci c’agghia carutu cu tutta la testa e lu cori. Pinseri ri ri fari l’amuri, ri tia o me cantu addumisciutu dopu ca senza vincituri la lotta di li corpi a finutu. La manu lu pettu mi tocca , nun pari na cosa sporca. La ucca nto Continue reading
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261. Aspittari
L’amuri è na cursa, ma pi vinciri ta firmari a spittari. Funziona sulu ‘npari. Continue reading
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260. Pasqua
“Scatta scatta! E facemula sta bedda fotografia! Lu viditi ca su misi in posa!” C’è lu sinnucu ca teni in manu na rosa, lu banchieri ca di cuntari mai s’arriposa, l’avvocata cu lu nasu iautu ‘i munta ca ci parra nta uriccia o prisirenti ra giunta. Arriva all’ultimu mumentu l’assessuri, Patri Don lu saluta cu Continue reading
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259. La perfezione
La perfezione non esiste e meno male, così fummo destinati a cercare fino a trovarci. E continueremo ancora, ossessionati, addormentati l’uno accanto all’altra, quello che per fortuna non c’è. Come un bambino e i suoi “perché?”, come la sigaretta dopo mangiato, come un acquazzone quando hai bucato: perfetto. Come un oratore che incita la folla Continue reading
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258. Gesù lo sapeva
Il venerdì è sempre santo, perché inizia il weekend. Continue reading
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257. Tannu murirai (Morirai in quel momento)
Quannu ti resi lu me cori, (Quando venni a donarti il mio cuore,) russu, forti e chinu d’amuri, (rosso, forte e pieno d’amore,) ti lu misi ‘nta li manu (lo misi nella tua mano) appuiannulu pianu pianu. (appoggiandolo piano piano) Eri cuntentu, picchì pi ‘mpocu (Eri felice, perché per un poco) aviatu truvatu n’autru iocu. Continue reading
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256. Fiabe per bimbi grandi: Babbaneve
C’era una volta, in un regno fatato del siracusano, un re di un castello tanto grande e tanto bello. Questo re aveva il vizio di tutti i re di restare vedovo con una figlioletta a carico e di risposarsi subito dopo con una donna malvagia. Il suddetto regnante aveva infatti ripreso moglie. Si era unito Continue reading
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255. L’altra metà del torto
I giorni passeranno e tu li ricorderai, la distanza sarà il velo con cui coprirai le tue colpe. Quanto era giusto? Quanto eri decisa! Solo adesso ti accorgi che è finita? Non ti resta che augurargli “Buona vita”. Dovesti vedere il sangue del dolore che avevi provocato. Riconosci che il tuo agire fu poco meditato? Continue reading
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254. La bandiera rossa
Bologna, non basta dirti addio per non tornare per riuscire a non sentire la tua mancanza sterile, per dimenticare la tua bellezza, di strada e distratta. Non basta pensarti per poterti toccare sul serio, non lo farò è sacrilegio. Invocarti non ha alcun senso pratico. Chiamarti, urlare verso i pioppi Se so che non mi Continue reading
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252. Primavera (Scorri per la traduzione)
Po moriri lu tempu? Lu tempu no, crisci e rumpi tutti li cosi, pssa supra tutti li casi, n’accumpagna finu alla fini, ma lu tempu nun po muriri. Arriva puntuali la primavera all’improvvisu, nun sanu unni taliari e scrutunu ogni visu, causi cutti, profumu ri ciuri, occhi curiusi ri tanti culuri. Lu suli ‘nta lu Continue reading
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251. Maliritta ricaduta (Scorri per la traduzione)
A pioggia cari fina fina, iu taliu fora ra finestra, ceccu na rima e m’accorgiu ca ti pensu comu a prima. Ti viru ‘nta sti vitra chiusi, nun c’è bisognu ca ti parru, si ‘nta tutti cosi. T’avia scurdatu, ‘e cuminciari r’accapu. Taliu ‘nto specchiu e nun mi piaci chiddu ca viru è sulu ‘ncorpu Continue reading
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250. La Paracquara
La Paracquara amava andare al cinema. Le piaceva così tanto che ci andava ogni giorno, anche se doveva attraversare la città. La Paracquara era anche una ritardataria cronica. La sua concezione del tempo non andava mai oltre il momento presente, tutti gli altri momenti potevano aspettare. Così entrava nella sala buia del teatro quando il Continue reading
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249. Che strano essere umani
Solidarizzi con i ribelli di Kiev e speri in una soluzione pacifica, gioisci per una medaglia d’oro alla tua nazione ma stringi la mano al perdente, ti preoccupi per il futuro dei tuoi figli e li inciti a fare sempre meglio, festeggi i contratti stipulati dai tuoi amici augurando loro ogni felicità. Poi vedi la Continue reading
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248. Naturopatia
Secondo la naturopatia, ogni malanno del corpo corrisponde a un malessere dell’anima. Ogni anno a Ferragosto sono in fila in farmacia. Tra chi chiede consigli per un antiacido e chi cerca nel reparto “Pisolini in spiaggia”, ci sono io che compro farmaci per l’otite. Con il vento della costa ragusana che mi sfoglia le pagine, Continue reading
Contattami, leggo e rispondo sempre.
About Me
Siciliana, scrittrice e creatrice di storie. Nella sua vita è stata (in ordine sparso): copywriter, social media manager, project manager, collaboratrice scolastica, fotografa, artigiana, brand manager, web editor, content creator, insegnante. Attualmente collabora con Shining Bees, dove si occupa di raccontare storie e fornire idee.
Sogna un mondo in cui le persone amino i lunedì, settembre e le verdure al vapore. Gattara, ama leggere, fare l’uncinetto e camminare. Odia le etichette, i posti affollati e scrivere biografie. Citazione preferita: “Delle proprie opere non bisognerebbe dir nulla. Lasciar parlare esse, e basta.” Italo Calvino, presentazione per I racconti.