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187. Solitudini particolari
Ci sono persone che vivono solitudini singolari. Sono quelle persone che chiacchierano con tutti, ad esempio in fila da qualche parte, o mentre fumano una sigaretta o sul treno (ah il treno! Che fantastico universo di mondi differenti!). Quando ero all’università ne ho incontrate moltissime di persone così. Attaccano bottone con te senza alcuna remora Continue reading
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186. Dove sta il tuo cuore?
Avrei dato un pezzo del mio cuore per ascoltarti parlarmi di te, ora vorrei solo strapparti le corde vocali con un bacio. Continue reading
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185. Quaranta parole
L’ultimo sopravvissuto al bombardamento, incastrato tra le macerie, chiedeva aiuto, ma era l’unico a sentire la sua voce, perché era l’ultimo sopravvissuto. Non ottenne risposta e comprese che la verità è una cosa ovvia, che le cose ovvie sono terribili e che lo è anche la verità. La cosa ovvia era che, incastrato tra le Continue reading
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184. Diritto alla disobbedienza
Gli dissi che ci sarei andata. Non stavo chiedendo il permesso. Volevo continuare a studiare, farlo lontano da casa. Lui non parlò. Sapeva che non lo avrei ascoltato. Prendevo la mia strada, lasciandolo da parte. Un autostoppista impolverato. Io ero l’auto che sgommava mentre la mano faceva le corna. Me l’aveva comprata lui, quell’auto. L’ingresso Continue reading
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183. Ciccio
Ciccio era uno che sparava battute ridicole a mitraglia. I giochi di parole erano i suoi preferiti. A una festa, di solito, parlava con tutti i presenti, perché tutti, dopo cinque minuti, lo mollavano con una scusa, e lui riattacava con la vittima successiva. Studiava psicologia ma voleva fare teatro. Non era bello. Non aveva Continue reading
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182. Rapiti
“C’è lei! Da sola, finalmente. Oggi le parlo. È la mia occasione. E che le dico? Non deve capire che la osservo da tanto, non voglio sembrare uno stalker. Deve essere qualcosa di banale ma interessante, per rompere il ghiaccio. Le faccio un complimento. No, no, è da viscidi. Un commento sul freddo? È da Continue reading
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181. Grossi problemi
Quando non abbiamo grossi problemi esistenziali, abbiamo grossi problemi a riconoscere che siamo soddisfatti. Continue reading
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180. Minigonna
Va bene che mi guardino le cosce gli immigrati, ok anche per i vecchietti arrapati, ma che lo faccia un carabiniere no eh! Perché devo scegliere se mettere la gonna o andare in bici? Ogni stacco di coscia sarà una barricata! Continue reading
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179. Caciara di prima mattina
Un’orda di uomini di mezza età in giacca e cravatta si incontra la mattina sul bus. Sono più chiassosi degli adolescenti e più pericolosi, perché dai loro discorsi sono escluse le donne ma non gli stereotipi sulle donne, e poi, quando scenderanno da qui, chissà quali decisioni prenderanno. In più, per loro non c’è più Continue reading
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178. Sogno numero due
Sono adulta nella mia scuola elementare. Sto facendo una videochiamata usando un vecchio telefono a tartaruga, all’altro capo l’assistente della donna con cui devo parlare. La tizia sembra prendere tempo, tanto che a un certo punto penso stia fingendo e che non c’è nessun’altra da passarmi. Allora anche io inizio a fingere di essere l’assistente Continue reading
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177. I cimiteri
I cimiteri, come le serate “Single” sono dei posti tristi. Ci si va solo perché si è perso qualcuno. Continue reading
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176. Back to school
Mi sembra di avere troppo poco tempo a disposizione e giornate troppo lunghe, contemporaneamente. Continue reading
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175. Non è tanto
Non è tanto aver sbagliato, sono le conseguenze dei miei sbagli che mi paralizzano, anzi le possibili conseguenze, quindi la paura della paura. Continue reading
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174. Lettera del cacciatore alla regina
Mia adorata Regina, Vi scrivo questa lettera che, per quanto piena d’amore e di umiltà, mai potrà rendere il giusto merito al sentimento mio per la Vostra magnificentissima persona. Io sono sempre stato un profano, un pellegrino senza meta fino al momento in cui mi permisi di accostare il mio sguardo a quello Vostro lucente Continue reading
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173. Fimminazza
La Fimminazza non è comune. Ama, veste, parla, e agisce per scassare la minchia. La sua sola presenza fa la differenza.“Quella ci sta, è ‘na fimminazza!”“Quella non ci sta, fimminazza è.” La Fimminazza all’inizio non sa di esserlo, è il mondo che la indica dopo che è passata e la chiama Fimminazza. Fimminazza quando non Continue reading
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172. Coping strategies
Sembra così lontano il tempo in cui volevo illudermi di controllare tutto. Poi mi bastava un po’ meno di tutto, giusto qualcosina. Finchè mi è cascato tutto dalle mani, niente mi obbediva, non potevo fare nulla. E ora? Ora so cosa dipende da me e cosa no, e, anche se il tempo sembra abbondare, non Continue reading
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171. La coperta di mia madre
È enorme e pesante. Quando arriva il freddo pungente, qui, lontana dalla costa, la tiro fuori e la dispongo sul letto. Ma lei non si adatta, tutte quelle frange finiscono per ricadere a terra a meno che io non decida di nasconderle sotto al materasso, rendendomi difficile entrare e uscire dal letto, sentendomi avvolta come Continue reading
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170. Aspettative
La prima volta che sentii mio padre piangere fu quando mi confessò la sua malattia. Era il giorno di capodanno, io vivevo al nord ed ero avviata a una prestigiosa carriera in una grande azienda. Ci stavamo scambiando gli odiati, consueti auguri al telefono. Non tornavo mai in Sicilia per le feste, la mia scusa Continue reading
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169. Specchio
La ragazza di fronte a me sul treno sembra me alla sua età. Cappotto nero uguale al mio, jeans, un maglione largo, sciarpa colorata e scarpe sportive. Capelli legati e ricci. Per finire: un libro in mano. Magari starà pensando “Che fighetta questa tipa di fronte a me” mentre io, nel mio vestito OVS, capelli Continue reading
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168. Lu beni ca nun mi vuoi
E c’aju ancora la facci Di affacciarimi a stu balcuni E aspittari ca veni. Continue reading
Contattami, leggo e rispondo sempre.
About Me
Siciliana, scrittrice e creatrice di storie. Nella sua vita è stata (in ordine sparso): copywriter, social media manager, project manager, collaboratrice scolastica, fotografa, artigiana, brand manager, web editor, content creator, insegnante. Attualmente collabora con Shining Bees, dove si occupa di raccontare storie e fornire idee.
Sogna un mondo in cui le persone amino i lunedì, settembre e le verdure al vapore. Gattara, ama leggere, fare l’uncinetto e camminare. Odia le etichette, i posti affollati e scrivere biografie. Citazione preferita: “Delle proprie opere non bisognerebbe dir nulla. Lasciar parlare esse, e basta.” Italo Calvino, presentazione per I racconti.