Gli disse che non sarebbe andata a letto con lui, perdio, finché il mondo non sarebbe diventato come voleva lei.
Gli confessò, dato che si erano accordati per essere sinceri, che gli era piaciuto dal primo momento alla stazione, le gambe magre e lo sguardo nel vuoto. Subito lo aveva considerato un bel ragazzo, e quando lo aveva conosciuto si era sorpresa, e preoccupata, trovandolo anche interessante. Le piacevano, disse, le discussioni che nascevano tra loro da stimoli elementari, crescevano e li portavano ad argomenti distanti, muovendosi da una parola, un luogo, un’associazione di concetti in astratto che trovava riscontro nelle loro esperienze di vita. La gratificava il modo in cui lui la fissava mentre la stava ad ascoltare. Lui sorrise, guardandola mentre l’ascoltava.
Aggiunse che non lo avrebbe comunque portato nel suo letto e che se ne sarebbe salita in camera, anche se non aveva sonno e da dove erano, davanti l’ingresso del suo albergo, vedeva la città dalle mille chiese illuminata e viva e moriva dalla voglia di esplorarla insieme a lui, che in quella città c’era nato.
Gli disse che lui non aveva idea di quel che lei gli avrebbe fatto, dopo una serata passata insieme per le vie sconosciute, ma aveva chiaro che non voleva una relazione extraconiugale, non finché il mondo non fosse stato in un certo modo.
Alle domande legittime di lui, lei diede risposta.
Gli spiegò che era ragionevolmente sicura del fatto che non si smette di incontrare persone belle e interessanti, mai. Disse che sperava di incontrarne tantissime, ma che non se le voleva portare a letto tutte, solo qualcuna. Sosteneva, ed era alquanto sicura, che bastava vivere il sesso come gli animali e l’amore come umani per risolvere la questione. Occorreva darsi la possibilità, nella coppia e nella vita, di saltarsi addosso l’un l’altro a ogni istinto e prendersi cura in modo incondizionato allo stesso tempo, rotolarsi tra le lenzuola ridendo e preparare pasti sani ed equilibrati. Farlo tutte e tutti, senza monopoli carnali, solo amore e generosità. Un flusso ininterrotto di donazioni dall’uno all’altra.
Lui non le sembrò convinto dalla dissertazione, alzava le sopracciglia fino a che sembrava rendersi conto della sua espressione incredula e le riportava all’ordine con un movimento delle narici che tradiva impazienza.
Lei si accorse che non la ascoltava più. Gli chiese di essere diretto e lui rispose che anche lei gli piaceva, ma preferiva fare l’amante vecchio stile. Non gli interessava cambiare il mondo, distruggere per creare, gli andava bene muoversi tra le rovine, era abituato. Chiarezza per chiarezza, non era l’unica con cui si intratteneva a parlare, proprio come aveva detto lei, non si finisce mai di incontrare persone interessanti, da sfiorare e lasciare andare, questo aveva un valore per lui, la sua personale esperienza nel mondo, qualunque fosse.
Allora no grazie, pensò lei, se non vuoi avviare la rivoluzione fatti da parte. Avrebbe continuato da sola a vagare in quel mondo marcio, sussultando a ogni sguardo, a ogni momento negato, fino a che, pensava, avrebbe chiuso gli occhi sapendo che ci aveva provato, a lottare per la pace.
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