Poggio la sigaretta sul posacenere. Il fumo è sconquassato, volteggia rivoli scomposti che pian piano si distendono, in alto, sempre più lunghi, fino a diventare un unico filo bianco, trasparente, perfetto.
Vorrei che fosse così la mia vita.
Ci metto le mani, adesso.
Con l’indice spezzo il filo argentato, ruotando prima in senso orario e poi antiorario, per vedere se il fumo si rimette a posto.
Non funziona così.
Come faccio allora a riavere il mio bel filo dritto e in ordine?
Aspetto.
Non c’è altro modo. La vita si rimette in linea, intanto la sigaretta si fuma da sola.
E io la guardo.
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