348. Fumo

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Poggio la sigaretta sul posacenere. Il fumo è sconquassato, volteggia rivoli scomposti che pian piano si distendono, in alto, sempre più lunghi, fino a diventare un unico filo bianco, trasparente, perfetto.

Vorrei che fosse così la mia vita.

Ci metto le mani, adesso. 

Con l’indice spezzo il filo argentato, ruotando prima in senso orario e poi antiorario, per vedere se il fumo si rimette a posto.

Non funziona così.

Come faccio allora a riavere il mio bel filo dritto e in ordine?

Aspetto.

Non c’è altro modo. La vita si rimette in linea, intanto la sigaretta si fuma da sola.

E io la guardo.