318. La mia stanza

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Quanto ho sofferto in questa stanza senza accorgermi dei solchi che la solitudine scavava nella mia anima! 

Mi sembra che i solchi, innaffiati dalle mie lacrime, stiano ora diventando casa per nuovi germogli. Così la vita sta prepotentemente soppiantando la morte, a poco a poco ma con estrema decisione. 

Il terreno, nonostante l’aridità a cui l’ho costretto in questi anni, è ancora fertile. 

Pensare che questo benessere dipende da me, che è una mia scelta, mi rassicura.