La perfezione non esiste e meno male,
così fummo destinati a cercare
fino a trovarci.
E continueremo ancora,
ossessionati,
addormentati
l’uno accanto all’altra,
quello che per fortuna non c’è.
Come un bambino e i suoi “perché?”,
come la sigaretta dopo mangiato,
come un acquazzone quando hai bucato:
perfetto.
Come un oratore che incita la folla
e la polizia in antisommossa.
Come le tue labbra dischiuse al sole,
come quando parlano senza parole.
Come quando mi prendi per mano
per guardarmi salire sul treno.
Come il veleno
che non ci uccide.
Come la voglia
che sopravvive
alla distanza,
e si fa forte.
Come la morte
del tempo passato.
Come l’uomo che ho inventato.
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