246. Lettera al tempo

Caro Tempo, io ti rispetto, anche se tu mi consumi.

Non è forse rispetto riempirti di attenzioni, farti prosperare nelle liste di cose da fare, da scrivere, da pensare? Non vedi la cura che metto per rendere ogni tuo istante produttivo al fine di aumentare il tuo valore futuro?

Ma tu m’inganni, non è vero?

Tu c’eri prima e ci sarai dopo di me, non ti accorgerai nemmeno del mio passaggio, eppure io ti sono devota.

Che compito ingrato mi sono data, passarti attraverso mentre aspetto, impegnarti per non sentire l’eco del vuoto, illuderti di farti mio.

Dici che è così? Tu sei il mio strumento e non io il tuo?

Sei saggio, si dice tu abbia tutte le risposte. Ma le domande?

Ho provato a incasellarti in schemi e agende, e tu mi hai insegnato già al secondo giorno che non vai d’accordo con i programmi. Forse sono io che non ti ho compreso davvero.

Allora voglio farti una promessa. Mi impegno a riconoscerti e subito dimenticarmi di te, mentre vivo la vita, godo i momenti che mi arrivano, senza lanciare la mente in avanti o indietro, restando lì, con te, ogni attimo per sempre.

Però non posso promettere che farò una cosa alla volta, non chiedermelo, te ne prego.

Ecco, ho già infranto la mia promessa, ti sto scrivendo questa lettera e sono al momento in cui la leggerai, a quando pretenderai da me ciò che ti sto offrendo, e io non saprò dartelo.

Ti ricordi di quando volevo che ti mettessi a correre solo per me, per arrivare in fretta alla fine e saltare con un balzo felino gli anni di dolore e buio? Ma tu vai per la tua strada, non ascolti preghiere e suppliche, e io ho pensato di doverti accelerare da sola.

E tu ancora lì, strafottente, come uno di quelli che arrivano in ritardo al ristorante e la prima cosa che fanno è lanciare il telefono sul tavolo, poi urtano quelli intorno mentre spostano la sedia trascinandola sul pavimento e iniziano a mangiare senza aspettare che tutti siano serviti.

Sei proprio una bestia, ma alla fine vinci sempre tu.



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About Me

Siciliana, scrittrice e creatrice di storie. Nella sua vita è stata (in ordine sparso): copywriter, social media manager, project manager, collaboratrice scolastica, fotografa, artigiana, brand manager, web editor, content creator, insegnante. Attualmente collabora con Shining Bees, dove si occupa di raccontare storie e fornire idee.

Sogna un mondo in cui le persone amino i lunedì, settembre e le verdure al vapore. Gattara, ama leggere, fare l’uncinetto e camminare. Odia le etichette, i posti affollati e scrivere biografie. Citazione preferita: “Delle proprie opere non bisognerebbe dir nulla. Lasciar parlare esse, e basta.” Italo Calvino, presentazione per I racconti.