193. Lettera ai figli

Cari figli, sono venuta in questo bar in cerca di qualcosa di dolce e di un po’ di refrigerio ai 38 gradi bolognesi. Forse ai vostri tempi 38 gradi saranno la norma, ma per noi ancora non lo sono. Ho preso un simpatico dessert al tiramisù che credo sia stato scaldato al microonde. Il risultato è che la parte sotto è molliccia e la meringa non lo è. Quindi è impossibile mangiarlo senza spappolarlo. 

No, non impossibile, non voglio insegnarvi questa parola. Diciamo che è difficile, ma con l’impegno, il tempo e gli strumenti giusti si può fare. Non esiste luogo troppo lontano da non poter essere raggiunto. Bisogna solo avere pazienza. Come voi con me. 

Ultimamente penso spesso a voi. Sono sicura che la prima sarà una donna. La maggiore sarà una femmina. Il secondo sarà un uomo eternamente innamorato di me e dell’amore. Sarà uno scrittore, sensibile e bisognoso di attenzioni. Poi forse ne verranno degli altri. Vorrei che foste almeno quattro, per avere più possibilità di trovare qualcuno con cui andare d’accordo. 

Il vostro papà lo amo moltissimo, dal più profondo del mio cuore. Lui è radicato in me e spero troverete una persona che vi farà sentire così nella vostra vita. In questo momento sta passando forse il periodo più brutto della sua vita, e io con lui. La sua mamma è un po’ ammalata, dovrà fare delle cure che la abbatteranno molto nel corpo e nello spirito, e lui non può stare con lei. È l’unica cosa che vorrebbe. Io voglio essere una persona rassicurante per voi, e per lui adesso, ma non ci riesco. Perché non sono forte abbastanza da non aver bisogno che sia lui a darmi conforto? E perché continuo a temere che, se cercassi di essere più forte, finirei per diventare quella lady di ferro la cui corazza è stata così difficile distruggere? Qualche pezzo è ancora attaccato alla mia pelle.



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About Me

Siciliana, scrittrice e creatrice di storie. Nella sua vita è stata (in ordine sparso): copywriter, social media manager, project manager, collaboratrice scolastica, fotografa, artigiana, brand manager, web editor, content creator, insegnante. Attualmente collabora con Shining Bees, dove si occupa di raccontare storie e fornire idee.

Sogna un mondo in cui le persone amino i lunedì, settembre e le verdure al vapore. Gattara, ama leggere, fare l’uncinetto e camminare. Odia le etichette, i posti affollati e scrivere biografie. Citazione preferita: “Delle proprie opere non bisognerebbe dir nulla. Lasciar parlare esse, e basta.” Italo Calvino, presentazione per I racconti.