178. Sogno numero due

Sono adulta nella mia scuola elementare. Sto facendo una videochiamata usando un vecchio telefono a tartaruga, all’altro capo l’assistente della donna con cui devo parlare. La tizia sembra prendere tempo, tanto che a un certo punto penso stia fingendo e che non c’è nessun’altra da passarmi. Allora anche io inizio a fingere di essere l’assistente di me stessa. 

Finchè mi viene un dubbio: non c’è nessuno a parte me. 

Sono io che faccio tutte le parti.

Non so più chi sono. 

Ho perso me stessa. 

Non sono realmente nessuna di loro. 

Allora, forse, io non esisto. 

Inizio a correre terrorizzata per i corridoi vuoti, sento che un’ombra mi insegue, provo a urlare “Aiuto!” non so a chi ma la voce non esce, corro e mi sforzo piangendo, il terrore aumenta, non ho mai temuto così tanto per la mia incolumità. Penso, anzi, so che se mi raggiungerà io smetterò di esistere. 

La verità mi avvolgerà e sarà peggio che morire: io non sarò mai esistita. 

Non resterà alcuna traccia di me. 

La voce non si esprime e questo mi fa temere che io stia già sparendo. 

Mi sforzo, uno sforzo immane che non ho mai fatto nella mia vita cosciente, esce qualche suono, come di muta che prova a farsi capire. Corro e sputo urla smorzate, piango e mi sveglio urlando pienamente “AIUTO!”, chiaro e tondo, tornata al mondo, semicosciente.

 Essere riuscita a dirlo, scopo mio finale, non è bastato a far passare il terrore perché so che nessuno è in ascolto. 

Poi vedo Salvo nel buio reso meno fitto dalla luce di emergenza. Sempre affidabile nell’oscurità. Forse mi ha salvato lui, svegliandomi.



Lascia un commento

About Me

Siciliana, scrittrice e creatrice di storie. Nella sua vita è stata (in ordine sparso): copywriter, social media manager, project manager, collaboratrice scolastica, fotografa, artigiana, brand manager, web editor, content creator, insegnante. Attualmente collabora con Shining Bees, dove si occupa di raccontare storie e fornire idee.

Sogna un mondo in cui le persone amino i lunedì, settembre e le verdure al vapore. Gattara, ama leggere, fare l’uncinetto e camminare. Odia le etichette, i posti affollati e scrivere biografie. Citazione preferita: “Delle proprie opere non bisognerebbe dir nulla. Lasciar parlare esse, e basta.” Italo Calvino, presentazione per I racconti.