137. Il trenino

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Stanotte ho sognato l’amore

che è un po’ come sognare Dio.

Io non ci credevo ma tu esistevi.

Camminavi con lei non sapendo che dire,

troppo timido per non essere innamorato,

fino a che lei ti ha trascinato

via.

E io che avevo creato apposta per raggiungerti

una strada ferrata

e costruito un treno dai sedili colorati,

non ci siamo arrivati,

e il servizio per la colazione

era abbondante

biscotti e succo d’arancia

e caffè amaro come piaceva a te,

me lo ricordo bene.

Che me ne faccio

di questo treno fermo alla stazione?

Potrei aspettare ma

la pazienza non mi appartiene

e non mi appartieni tu.