Stanotte ho sognato l’amore
che è un po’ come sognare Dio.
Io non ci credevo ma tu esistevi.
Camminavi con lei non sapendo che dire,
troppo timido per non essere innamorato,
fino a che lei ti ha trascinato
via.
E io che avevo creato apposta per raggiungerti
una strada ferrata
e costruito un treno dai sedili colorati,
non ci siamo arrivati,
e il servizio per la colazione
era abbondante
biscotti e succo d’arancia
e caffè amaro come piaceva a te,
me lo ricordo bene.
Che me ne faccio
di questo treno fermo alla stazione?
Potrei aspettare ma
la pazienza non mi appartiene
e non mi appartieni tu.
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