133. Poesia del maschilismo

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Come ti senti, 

dimmi, 

dopo che mi hai fatto 

“pss pss” 

mentre ti passavo accanto 

in bici? 

E dopo che mi sono fermata 

poco più avanti,

lungo la tua strada, 

cosa pensi?

Dove punti gli occhi 

per sfuggire al mio sguardo? 

Dove?

E quando entro nello stesso Tabacchi 

in cui ti sei rifugiato, 

dove scappi? 

Cosa fai?

Piccolo coniglietto, 

non hai difese contro la tua stoltaggine.

Ti ripeti, 

per caso,

che non lo farai più 

perché è stato 

troppo imbarazzante? 

O magari, 

la prossima volta 

ci crederai fino alla fine 

a quello che ti esce dalla bocca 

stupida 

e mi verrai a dare una bella botta sul culo? 

Eh?

Vieni, vieni, che ti aspetto, 

maledetto 

idiota 

pirucchiusu 

babbu allamatu 

ca comu a fai e fai sbagghi 

picchì ‘nt’ammazzi 

ah?