Mi piace ascoltare gli audiolibri, mentre faccio l’uncinetto. Ora che sono sicura nei miei punti bassi e alti, dedico la mia attenzione ad altre storie, saggi, video lezioni. Ma mi accorgo sempre più spesso che a un certo punto non sto ascoltando più, né i suoni né le mie mani. Così devo scucire e rifare, mandare indietro il cursore senza sapere bene a che punto la mia mente è andata altrove. Dove mi sta portando?
Lontana, irraggiungibile, volo, plano, su e giù, la lana intorno all’uncino, distendo il mignolo per aggiustare la tensione del filo, c’è una montagna, no è l’Etna, la mia strega con i poteri del vento la sorvola, la grande lanterna in Piazza Maggiore a Bologna si accende, si dice che avvenga ogni volta che nasce un bambino, c’è un gatto parlante, ha un libro magico. E la protagonista? Voglio che sia una ladra. Allora ci deve essere uno sbirro che la insegue, sennò non c’è conflitto. Prendo un gomitolo, catenella di partenza e avvio il cerchio magico. Lo sbirro è innamorato di lei, e lei? Lo amerà alla fine? Non lo so ancora. Qual è la sua ragione? Qual è la mia?
Intanto si è fatta sera. Lui rientra a casa chiamandomi con il nostro nomignolo adorato, mi trova al buio, vicino alla finestra. “Non hai preparato la cena?” mi chiede un po’ deluso. “Scusami, mi sono persa nei miei pensieri.” “Non fa niente. Ci facciamo una pizza mentre me li racconti?”.
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