3. Disse la città

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– Non vedi che ho bisogno di te? Aiutami!

– Perché dovrei? – disse la città.

– Allora mi ascolti! Aiutami! Solo tu puoi.

– Non lo farò. Tra poco te ne andrai e a me non resterà nulla. Cosa hai fatto tu per me in questi anni? Io esisto da molto prima di te. È alquanto presuntuoso da parte tua pensare di poter cambiare tutto questo!

– Ma io sono solo una ragazza persa nella nebbia. Potresti fare qualcosa almeno per la nebbia?

– No.

– Sei un’ingrata!

– No, mia cara, tu lo sei. Ti ho insegnato tutto quello che ho potuto nel poco tempo che mi hai dato. A vedere la luna attraverso le nuvole. A cercare l’arcobaleno dopo la pioggia. L’importanza del grigio. L’inconsistenza dell’azzurro. Ma capirai tutto solo quando te ne sarai andata. È questo il segreto. Ora posso svelarlo.

– Che senso ha avuto allora il mio tempo qui?

– Lo capirai, – disse la città – lo capirai presto.