Sei settembre.
Sei un cielo indeciso che mi ricorda
è l’ora di organizzarsi per andare a scuola,
sei profumo di diari nuovi e matite mai temperate,
terra mista ad acqua mista a sabbia bagnata.
Piove.
Piove all’improvviso ed è il momento che mi viene concesso per uscire fuori e piangere,
come in una canzone pop, che parla di lacrime da innamorato,
o indie, se parla di fottute lacrime da stronzo innamorato.
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